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CAPITOLO 25
Gabrielle Chanel e la <i>West coast</i>

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Per Gabrielle Chanel,
l’America era innanzitutto un mito:

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la piccola orfana aveva inventato
la storia secondo cui

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il padre avrebbe attraversato
l’Atlantico per fare fortuna,

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una fantasia a cui Coco
sarebbe rimasta legata tutta la vita.

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Ma questo continente a lungo sognato
diventa ben presto reale:

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alla vigilia della Prima Guerra Mondiale,

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i modelli liberi ed
emancipati di Chanel

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catturano l’attenzione
della stampa americana.

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Le sue collezioni sono oggetto
di discussioni,

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descrizioni, schizzi,
fotografie.

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Nel 1924, il N°5
sbarca negli Stati Uniti,

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travolgendo con la sua scia
le donne del Nuovo Mondo.

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L’America la adora,
Hollywood la vuole.

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Per il noto produttore
Samuel Goldwyn,

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solo Chanel può sostituire
il lusso ostentato di Hollywood

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con il vero stile,
e vestire le star del cinema

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sul set come nella vita.

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Ma Gabrielle si fa desiderare.

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Attraverserà l’Atlantico
per la prima volta solo nel 1931,

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a bordo del transatlantico <i>Europa</i>.

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Come tutti i passeggeri dell’epoca
in cerca di avventure,

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sbarca a Ellis Island,
accompagnata da Misia, un socio,

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due assistenti, tre domestiche,
due modelle, quindici bauli

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e trentacinque bagagli.

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A New York, la aspetta
un bellissimo treno bianco

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con destinazione <i>West coast</i>.

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Il suo arrivo è atteso da celebrità
del calibro di Greta Garbo,

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accorsa per accogliere personalmente
l’incarnazione dell’eleganza parigina

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I giornali titolano:
“Due regine si incontrano”.

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Convinta che lusso e semplicità
siano inseparabili,

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Gabrielle incontra le star
dell’epoca e le trasforma

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in silhouette CHANEL.

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Nonostante la crisi economica,
dispone di ampi mezzi

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con i quali realizza
sontuose creazioni

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per celebri attrici quali Barbara Weeks,
Madge Evans e Gloria Swanson.

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Per Hollywood lo stile Chanel
si rivela troppo essenziale,

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ma Gabrielle sceglie di non scendere
a compromessi e di andarsene.

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Nonostante ciò, gli Stati Uniti
continuano a venerare la donna che,

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secondo <i>Vanity Fair</i>,

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è stata “la prima ad applicare
i principi della modernità alla moda”.

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Ammirazione, popolarità e sostegno
non le sarebbero mai mancati oltreoceano.

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Nel 1954, al momento del grande
ritorno sulla scena della moda,

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la Francia accoglie con sdegno la sua
collezione, mentre l’America la incensa.

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La stampa scrive:
“All’età di 71 anni,

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Gabrielle Chanel crea
qualcosa di più della moda,

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crea una rivoluzione”.

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Gli Stati Uniti continueranno
a renderle omaggio:

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nel 1957,
il Neiman Marcus Fashion Award

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la battezza la stilista
più influente del secolo;

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nel 1959, il packaging del N°5
è protagonista di una mostra al MoMA

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nel 1969, il musical di Broadway

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“Coco” vede Katharine Hepburn
nei panni di Gabrielle Chanel.

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Altre stelle del cinema
ne condividono la libertà e l’audacia:

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Marlene Dietrich, Elizabeth Taylor,
Jane Fonda, Jean Seberg.

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Perfino Jackie Kennedy sceglie CHANEL
per le occasioni ufficiali.

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Il rapporto d’amore tra
gli Stati Uniti e Chanel

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sarebbe stato suggellato per sempre
dall’incontro fra due leggende:

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Marilyn Monroe e il N°5.

02:56.501 --> 02:59.880
“Ho risposto CHANEL N°5.
Perché è la verità!”

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Dichiarando di indossare a letto
solo qualche goccia di N°5,

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Marilyn trasforma il profumo
nell’indumento più desiderato.

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L’America, mito per Gabrielle
sin dall’infanzia,

03:09.767 --> 03:12.078
la rende leggendaria.

